Studio Alessandro Tonina | Professione consulenza imprese ed enti

La riforma della riforma

30 Maggio 2019

La riforma del Codice della crisi d’impresa, non ancora entrato in vigore, subirà altre modifiche entro settembre. Il dato non è di per sé negativo; infatti alcuni aspetti lasciano perplessi non solo i tecnici ma, in primo luogo, gli imprenditori.
Il tema dei controlli comporta che una gran parte delle piccole e piccolissime società a responsabilità limitata, in base alla normativa appena introdotta dovrebbe dotarsi di un sindaco/revisore; si calcolano circa 300.000 società che sarebbero soggette a tale nuovo, e peraltro costoso, obbligo.
L’altro aspetto è quello che riguarda gli indici di allarme, gli alert; in sostanza superati certi limiti, in corso di definizione, l’imprenditore rischia di essere marchiato come soggetto in crisi (dal controllo interno o dagli enti pubblici) con conseguenze drammatiche per quanto riguarda i rapporti con clienti, fornitori e banche. Se da un lato pare giusto l’intento di rilevare al più presto la crisi per cercare di risolverla, l’esperienza insegna che parametri standardizzati applicati a tutto il mondo imprenditoriale, rischiano di apportare più danni che benefici.